Il Giappone incontra Gavignano
Gavignano (Roma), Italia · ingresso gratuito

Una danza giapponese che esprime una dimensione del sacro presente nella cultura del Paese fin dall’antichità e che, da dieci anni, viene offerta nei santuari di tutto il Giappone.
In Giappone, da sempre, si portano offerte al divino: rami sacri di sakaki, sakè, riso, musica. Il Meisoumai è una di queste offerte, donata sotto forma di danza.
Osservate le danzatrici: forse le vedrete raccogliersi nella quiete, come un lago che si placa prima dell’alba. Il sé viene messo da parte, con delicatezza. Ciò che si muove nasce allora da un luogo più profondo — una consapevolezza pura e desta, in cui il divino interiore e il mondo intorno sembrano, per un istante, una cosa sola.
In giapponese, la parola che indica la preghiera, inori, deriverebbe da i wo noru: dichiarare un’intenzione bella. Così una preghiera può essere una promessa silenziosa: dire, con gratitudine, è così che voglio vivere — e poi camminare verso quella vita, un respiro alla volta.
La danza rende visibile una profonda purezza della spiritualità giapponese, insieme all’armonia e alla bellezza che ne scaturiscono.
Chi assiste alla danza lo racconta spesso con le stesse parole: l’aria sembra farsi più limpida, come se lo spazio stesso venisse purificato.
In Giappone diciamo che uno spirito vive nelle parole: il kotodama. Il Meisoumai crede che uno spirito viva anche nella forma. Unite i palmi delle mani. Aspettate un momento. Se il cuore si fa un poco più quieto, forse il katadama della preghiera si è posato tra le vostre mani. Ogni danza ha la sua storia e le sue forme e, imparandole, anche chi non ha mai danzato sente mente e corpo cominciare, in silenzio, a diventare una cosa sola.


Danziamo per condividere qualcosa che vive in ognuno di noi: qualcosa di puro, tenero, e facile da dimenticare. Lo chiamiamo purezza, e poggia su tre elementi distinti, eppure inseparabili.
Un corpo che sta eretto senza sforzo, a proprio agio nel suo allineamento.
Un cuore morbido, che non ha fretta.
Armonia e fiducia con chi danza accanto a noi.
Queste tre cose ci accompagnano ben oltre il palcoscenico: nel modo in cui stiamo in piedi, in cui ascoltiamo, in cui andiamo incontro alle persone intorno a noi. Attraverso la pratica silenziosa di ogni giorno, le danze di gratitudine dedicate nei santuari e nei templi, e il palcoscenico, dove tutto si riunisce, il Meisoumai diventa, con dolcezza, un modo di vivere.
Gavignano (Roma), Italia · ingresso gratuito
Cerimonia inaugurale e spettacolo · Teatro Politeama Garibaldi, Palermo
Domenica 15 novembre 2026
Palestra comunale, Via Roma 73, Gavignano (Roma)
Una giornata dedicata alla cultura giapponese, con il patrocinio del Comune di Gavignano e in collaborazione con l’associazione culturale Budo Zen. Ingresso gratuito.
Informazioni: +39 350 100 0422 (M° Giancarlo Strano)
La Japan Week torna in Italia dopo otto anni, nell’anno del 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra il Giappone e l’Italia.
Il gruppo Meisoumai si esibirà insieme ad Amane-ryū (Hōjō) in entrambe le serate al Teatro Politeama Garibaldi di Palermo: una danza sacra di preghiera per la pace nel mondo, accanto a una performance di arti marziali che fonde spada, bastone (jō) e danza.
Secondo il sito ufficiale, l’ingresso è gratuito con registrazione, ma entrambe le serate risultano già al completo (al 29 ottobre). I link qui sotto portano alla lista d’attesa.

La danza dedicata per il decimo anniversario al santuario Kotohira-gū (Konpira-san), a Kagawa, terra natale di Kaori.

Teatro Nō Umewaka, Nakano, Tokyo
Si apre su YouTube
Un viaggio di preghiera e di dedizione — Meisoumai
Il regista Katsuyuki Miyabe ha voluto custodire qualcosa che di solito dura solo un istante: le forme del Meisoumai e le persone che danno loro vita. Ha definito ciò che vedeva «una figura che vorremmo lasciare per mille anni», e il documentario realizzato è stato a sua volta dedicato al santuario di Dewa Sanzan.
Il documentario è in lingua giapponese, senza sottotitoli. Sono disponibili anche le riprese di tre dei nostri «Spettacoli di preghiera», che non richiedono traduzione e possono essere apprezzate da chiunque. Tutti sono disponibili a pagamento (3.000 yen ciascuno; si accettano carte di credito). Per l’acquisto, contattateci.
Kaori crede che ogni persona porti dentro di sé qualcosa di bello, e ha creato una danza per portarlo alla luce.
Fondatrice del Meisoumai, crea danze in cui forme semplici e aggraziate diventano preghiera. Ha dedicato la sua danza più di cinquanta volte nei santuari e nei templi del Giappone, spesso in occasione di feste e riti sacri, e ha portato questo lavoro quieto e luminoso sui palcoscenici dei teatri Nō di Tokyo e alla Japan Week nel Regno Unito e in Italia.
Il suo è un percorso insolito. Prima ancora di danzare, ha studiato Giurisprudenza all’Università Waseda, ha fondato una propria azienda — di cui hanno parlato la NHK e i principali quotidiani giapponesi — e per anni è stata segretaria e responsabile delle attività di Marie Kondo, autrice de Il magico potere del riordino, dal primo libro fino al trasferimento negli Stati Uniti. Sapeva come mettere ordine in una vita. A trentadue anni ha scoperto come portare quiete nel corpo. Nel 2016 ha dato vita al Meisoumai, da sola, con un’unica danza chiamata Hikari, «Luce».
Quell’inizio tardivo è diventato il suo dono. Kaori conosce il corpo di chi non ha mai danzato, e ha creato un metodo — attingendo alla miko-mai, la danza dei santuari, al kagura e alle arti marziali del Giappone e della Cina — grazie al quale anche chi parte da zero ricostruisce il proprio corpo, passo dopo passo, fino a imparare a muoversi con grazia. Molte delle donne che oggi danzano accanto a lei hanno iniziato proprio da dove era partita lei.
È cresciuta ai piedi della lunga scalinata di pietra del Kotohira-gū, a Kagawa, dove la famiglia di suo nonno aveva una bottega lungo il viale del santuario. Nel 2026 vi è tornata con venti danzatrici, per rendere grazie dei dieci anni del Meisoumai.
Nel 2025 ha ricevuto il Premio Culturale del Principe Higashikuni. Continua a imparare, a creare nuove danze — e a danzare, sempre, come una dedica.
In Giappone, una danza può essere un dono. Lo hōnō è un atto votivo rivolto alle divinità di un santuario o di un tempio, e il Meisoumai ha dedicato le proprie danze più di cinquanta volte, spesso in occasione di feste e riti sacri. Ognuna viene preparata per mesi, a volte per un anno intero, in un dialogo silenzioso con il santuario.
Dewa Sanzan · Kotohira-gū · Kumano Nachi Taisha · Izumo Taisha · Izumo Daijingū · Ōmiwa · Tenkawa Daibenzaiten-sha · Oiwa · Tsubaki Ōkami Yashiro · Myōshin-ji Shunkō-in · Enoshima · Konnō Hachimangū · e altri
Teatri Nō a Tokyo (Hōshō, Umewaka) e a Kamakura · Denshō Hall e Sakura Hall (Shibuya, Tokyo) · International Happiness Arts Festival · Asia Exchange Music Festival (Kanagawa) · Japan Week (Regno Unito, Italia)
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